Piccolo manuale di autodifesa verbale

Piccolo Manuale di autodifesa verbale

Piccole regole di autodifesa verbale

E’ capitato a tutte noi di rimanere immobili e senza parole davanti ad un inaspettato e violento attacco verbale lanciatoci da un estraneo, un collega, un amico, un marito oppure un figlio…
Come paralizzate, rimaniamo ferite ma senza capacità di reazione; e le frasi ad effetto, quelle sicuramente più giuste ed efficaci ci vengono alla mente soltanto dopo, quando ormai è troppo tardi e il “nemico” è lontano.

Piccolo Manuale di autodifesa verbale

Oppure a certi attacchi verbali arroganti e volgari, reagiamo nel modo sbagliato, usando termini e toni che purtroppo andranno a delineare un solco, a volte incolmabile, fra noi ed il nostro interlocutore, magari minandone per sempre il rapporto.

Entrambe le situazioni sono innegabilmente fonte di stress; da una parte causato dal sentirsi incapaci di reagire, dall’altra dagli strascichi di una deleteria discussione.
Personalmente, tanto per non farmi mancare mai nulla, io sono caduta (e continuo nonostante tutto a cadere…) in tutti e due i trabocchetti; se presa alla sprovvista e se le frasi che mi vengono rivolte sono particolarmente cattive, nonostante il carattere esuberante che ho, vengo messa alle corde.
Solamente più tardi, a mente fredda, la mia mente riesce ad elaborare le migliori frasi, almeno a parer mio, dall’effetto assicurato. Che rabbia non averle pensate prima…
Altre volte invece reagisco purtroppo in modo scomposto e dico cose di cui poi mi pento, ma che rimangono indelebili nella testa e nel cuore di chi ascolta.
E comunque, le reazioni scomposte non ripagano MAI… unico risultato, se anche hai ragione, è quello di meritarti la classica frase: “Sei un’sterica!”.

Piccolo manuale di autodifesa verbale

Girellando in rete mi sono imbattuta nella notizia di un piccolo, interessante manualetto: “Piccolo manuale di autodifesa verbale“, scritto (e non a caso) da una donna, Barbara Berckhan, 57 anni, tedesca ed esperta in pedagogia, psicologia e comunicazione, famosa in Germania come la “Signora della comunicazione”, da anni si dedica, come afferma lei stessa “a migliorare i rapporti tra le persone” e da oltre vent’anni tiene conferenze e workshop all’interno di aziende, istituti e organizzazioni.

Il titolo originario, “Judo mit Worten“, ovvero “Judo con le parole“, sintetizza tutto il senso del libro che è quello di descrivere le strategie “di difesa” con le quali arginare in modo efficace, rendendolo completamente inoffensivo, qualsiasi attacco verbale.
A quanto ho letto, in questo manuale di autodifesa verbale, sono contenute regole semplici ed immediate, mai finalizzate all’attacco (come il judo, del resto), facili da ricordare e “universalmente valide”, quindi applicabili alle più svariate situazioni e che si basano sostanzialmente sul deviare o sviare la forza degli attacchi dell’avversario.
Non solo, queste regole di natura “morbida” dovrebbero inoltre impedire un inutile “spargimento di sangue”, facendoci ottenere di sconfiggere un avversario e, contemporaneamente di non perderlo come amico.
Vincere senza scontro frontale non mi sembra poco…
Interessante…

Ma vediamo un po’ di andare avanti con la curiosità per questo Piccolo manuale di autodifesa verbale che potrebbe davvero fare proprio al caso mio, non fosse altro che per prendere degli spunti…
E potrebbe anche essere utile a qualcuna di voi che in questo momento mi sta leggendo…
Secondo Barbara Berckhan , le aspettative di coloro che frequentano i suoi seminari di comunicazione sono spesso molto (troppo..) alte; pensano che la frequenza del seminario sia sufficiente a farli diventare dei veri e proprio maestri in dialettica capaci di trovare, all’occorrenza, la frase illuminante, brillante… quella giusta per mettere al tappeto l’arroganza dell’avversario.
Magari fosse così semplice… certe capacità di autodifesa verbale si conquistano con molta fatica e si perfezionano con il tempo; la vita è imprevedibile ed ogni situazione o episodio è diverso dall’altro, come diverso è lo stato d’animo in cui si viene colti dall’aggressione.
Per prima cosa, Barbara Berckhan consiglia quindi di abbassare le aspettative (che alla fine generano comunque solo frustrazione…) e mantenere, per quanto possibile la calma, senza sentirsi al banco di prova se non si riesce a reagire nel modo più appropriato.
Ad esempio il silenzio… che spesso può (può…) essere efficace quando un insulto non merita neppure risposta; l’importante è cercare di non vivere questo silenzio con il senso di colpa di una sconfitta, ma con l’orgoglio di una scelta.
Eh, sembra facile stare in silenzio quando qualcuno ci aggredisce oppure ci insulta… però, forse con un po’ di sforzo si può anche fare, magari quando si tratta di un episodio che riguarda un conoscente oppure un estraneo… persone con le quali non c’interessa il mantenimento di un rapporto sereno…

Ma quando invece si tratta di colleghi di lavoro?
Beh, in questo caso mantenere dei buoni rapporti è vitale, visto la quotidianità delle frequentazioni.
Tutto diventa ancora più complicato quando certi scontri si verificano fra uomini e donne i quali, secondo la Berckhan, sono geneticamente portati ad un tipo di atteggiamento diverso rispetto allo scontro verbale.
Più portati verso l’aggressione verbale (rafforzata ovviamente anche da una fisicità diversa…) gli uomini, che usano tra loro questo tipo di schermaglia con un certo cameratismo giocoso, mentre le donne a questo proposito, hanno un modo di rapportarsi più serioso.
Sembra un’affermazione un po’ semplicistica, ma pare che la Berckhan l’argomenti così tanto bene, portando così tanti esempi concreti di vita quotidiana, da inibire qualsiasi obiezione a riguardo.
Naturalmente nel libro non manca la parte pratica che ha come punto cardine il potere del nonsense come difesa da ogni attacco verbale perché, secondo la Berckhan l’ironia, il non senso ed il trasformarsi in saltimbanchi può essere un’ottima strategia di difesa contro l’arroganza e la prepotenza di chi si sente superiore.
Se ad esempio ci sentiamo attaccare con la solita frase “Classico atteggiamento di tutte le donne”, possiamo rispondere “Cuor contento il ciel l’aiuta” che non vuol dire un bel niente, ma che sicuramente ha il potere di disorientare chi ci sta davanti che, come spesso sono gli arroganti, magari è un insicuro e nemmeno dotato di grande acume…
E come questo esempio, tanti piccoli suggerimenti, strategie, astuzie… buone per ogni occasione…

Insomma, pare che questo manuale, più che arricchire la nostra dialettica di fronte alla violenza verbale, insegni ad essere più sicuri di sé, che è certamente molto più utile che crederlo solamente.

Un libro curioso questo Piccolo manuale di autodifesa verbale, a cui forse vale la pena di dare un’occhiata, magari per prender qualche spunto, carpirne qualche buona idea… oppure anche soltanto per capire che essere vittime di una certa violenza verbale non è un fatto poi così raro e quindi può forse aiutare a sentirsi meno soli.
Da questa lettura non scaturirà sicuramente la bacchetta magica capace per magia di renderci tutti grandi principi del foro, artisti incontrastati nell’arte della dialettica davanti all’aggressività verbale altrui, ma incoraggia almeno a provarci…

Se andate in libreria, cercate:
Barbara Berckhan, Piccolo manuale di autodifesa verbale, Urrà edizioni, 12.50 euro


Per le più curiose, intanto questo è l’indice del Piccolo manuale di Autodifesa verbale:

INDICE

Capitolo 1 - Al di là del colpire e fuggire:
l’arte del non-combattere
Comunicazione anziché confronto
Anche voi siete permalosi?
Elogio del silenzio
Il numero selezionato è inesistente
Spunti di riflessione sul tema “uomini e donne”
Test: conoscete la differenza tra uomini e donne?

Capitolo 2 – Che entrino i buffoni!
Il profondo inchino davanti all’arroganza
Tutto sta nel cambiare discorso
Se non puoi combatterli, confondili
Spunti di riflessione sul tema:
“prontezza nel rispondere”
Test: quanto siete pronti nel rispondere?

Capitolo 3 – La danza con l’energia oscura
Cemento nella testa
Spunti di riflessione sul tema “vendetta”
Quando la concorrenza fa male
La lotta per avere ragione
Spunti di riflessione sul tema “persone difficili”
Test: come reagite quando qualcuno vi urla contro?

Conclusione
Soluzioni e risposte

E a voi è mai capitato qualche episodi di questo tipo?
Siete riuscite a reagire in modo corretto oppure avete taciuto o dato, al contrario, in escandescenze?

2 comments to Piccolo manuale di autodifesa verbale

  • Luigi Di Nezio  says:

    Questo è l’ inizio del vostro articolo…”E’ capitato a tutte noi di rimanere immobili e senza parole davanti ad un inaspettato e violento attacco verbale lanciatoci da un estraneo, un collega, un amico, un marito oppure un figlio…”. Le colleghe le amiche o le mogli non fanno attacchi verbali???
    Basta questo.
    Luigi Di Nezio

    • Chiara Foianesi Chiara Foianesi  says:

      Si Luigi, anche le donne aggrediscono verbalmente, è vero… Ma purtroppo la cronaca, e anche il nostro piccolo quotidiano, ci dicono che troppo spesso le donne sono schiacciate dall’aggressività maschile, non solo fisica ma anche verbale. E’ un modo che hanno taluni individui di approfittarsi della propria superiorità fisica e di soggiogare chi ritengono più fragile. Ciò non toglie e non cancella certamente l’aggressività che certe donne possono avere nei confronti dei propri mariti o amici o figli.
      Infatti il libro si rivolge a tutti… Chi aggredisce può essere il marito, la moglie oppure un figlio, il capo oppure un collega, un semplice conoscente oppure un estraneo. Barbara Berckhan ci spiega come possiamo agire nelle situazioni in cui veniamo aggrediti da parole maleducate o offensive, e mostra tecniche di autodifesa verbale che consentono di bloccare qualsiasi avversario in modo elegante e pacifico. Insomma, un piccolo aiuto un po’ per tutti…
      Grazie per la tua visita e per il tuo commento… :-)

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