Lettera ad un figlio che si allontana

Lettera ad un figlio, ormai giovane uomo, mentre lo guardo che si allontana

 

A mio figlio

E’ uno di quei giorni che ti prende la malinconia…

Così diceva una meravigliosa canzone di Ornella Vanoni… canzone che credo si adatti meravigliosamente bene a qualunque età.
Era di conforto quando, ventenne, strimpellavo la chitarra nella mia stanza di studentessa fuori sede e lontana da casa… ed è dolorosa e tristemente nostalgica adesso che gli anni sono passati veloci e voraci… adesso che mi ritrovo a volgere lo sguardo al passato.

Ma quello che più mi fa male e a volte mi strappa qualche lacrima, non sono i ricordi della mia rocambolesca giovinezza o quelli della prima maturità… no…

Sono i ricordi di te, figlio mio, di te bambino… di te che mi abbracci, del tuo profumo, del tuo sorriso, del tuo abbandonarti a me, del tuo cercarmi, del tuo amarmi, del mio dedicarmi completamente a te.
Mi manca da morire quel tuo chiamare a gran voce “Mamma! Mamma!”, che riecheggiava sempre per le stanze, che mi rapiva da ogni mio fare e rappresentava la dolce colonna sonora delle nostre giornate…

Adesso, sei diventato grande… ti sei messo in spalla i tuoi 23 bellissimi anni e sei andato a vivere fuori da casa, affrontando l’avventura della vita senza averne i mezzi, ma con solo un’immensa voglia di provarci.

Sono stata per te madre e padre insieme e, così facendo, ho purtroppo sommato gli errori (tanti) di entrambi ma, anche se spesso inciampando, anche se spesso dominata dalle mie nevrosi, ho dato tutta me stessa per vederti sorridere… e alle lacrime mie e a quelle tue, si sono interposti mille momenti di felicità piena: tante canzoni strampalate, pedalate a perdifiato in bici, zaini pieni di libri da leggere, favole fantastiche da raccontare, lunghe partite a ping-pong negli afosi pomeriggi estivi, burattini divertenti, macchinine da far correre in pista e colorati aquiloni che non riuscivamo mai a far volare in cielo…

Tanto Amore… immenso, profondo, meraviglioso Amore…

Poi la vita si è interposta fra noi, sono apparsi i precipizi… i sorrisi si sono spenti… e alle parole, alle risate, ai giochi e al tanto amore, si è sostituito il silenzio, intervallato da taglienti parole.
Le tue spalle si sono voltate, ed io non sono quasi più riuscita a vedere il tuo viso.
Giorno dopo giorno, ho aspettato che tu potessi, in qualsiasi modo, tornare da me, che tornassi a sorridermi; ho aspettato davanti alla tua porta inesorabilmente chiusa, aspettando e sperando in un tuo segno e assaporando l’amaro prezzo della crescita e del distacco…

E ancora aspetto, sola nella nostra casa che adesso è così grande… sola con il silenzio, che interrompo accendendo la TV… con quel carrello della spesa così vuoto… con quella porta che si apre sul niente… con quel feroce senso di inutilità che, nonostante le mie tante attività quotidiane, non riesco proprio a scrollarmi di dosso.
Ma tu, oh lo so bene, sei giustamente proiettato nella tua vita di piccolo uomo, con le sfide, le difficoltà e gli entusiasmi che la crescita comporta.
Esattamente come ho fatto anch’io, un milione di anni fa…

No, non sono stata una madre perfetta… ma, ce ne sono?… e se solo potessi tornare indietro, cambierei tante delle scelte fatte e cancellerei tutti gli errori.
Cercherei di essere una madre migliore, meno impulsiva, meno ansiosa.
Dominerei le tristezze e gli sbalzi d’umore… affronterei le tante difficoltà della mia vita con distacco e serenità. O almeno, ci proverei…
Aggiungerei ancora più Amore all’Amore e più carezze alle carezze, quelle carezze che da anni ormai non mi permetti più di farti… E cosa non darei per poterti di nuovo stringere a me, accarezzarti ancora…

Lo so, devo cercare di affrontare con serenità il tuo andare incontro a quel domani che di diritto ti appartiene, devo accettare il normale corso della vita, che è un processo inarrestabile, perchè soltanto in avanti si può camminare… e così come ho fatto quando eri bambino devo, come posso, darti una mano a crescere ed affrontare il mondo.

Ma questa volta, figlio mio, devo farlo in punta di piedi e guardarti mentre ti allontani.

Ah, però, se solo potessi tornare indietro, se solo potessi ricominciare là da dove tutto ebbe inizio… riaverti piccino, poter di nuovo baciare le tue tenere guance e respirare il buon profumo dei tuoi capelli, avere di nuovo la tua piccola mano nella mia… annusare ancora il profumo della primavera, organizzare i nostri giochi sull’erba e ridere dei nostri pomeriggi sereni…

Figlio mio… se solo io potessi tornare indietro, so che adesso riuscirei a farne volare mille di quegli aquiloni in cielo, lo sai?

6 pensieri su “Lettera ad un figlio che si allontana”

  1. Avatar

    Troppo sovente quando si parla di rapporto genitori/figli incrinato invariabilmente le motivazioni dell’allontanamento si addossano ai primi.
    Sicuramente i genitori in quanto esseri umani avranno fatto errori ma quasi sempre con il beneficio d’ innocente buona fede.
    Raramente pero’ si ammette che esistono figli affettuosi e figli che NON lo sono affatto pur avendo ricevuto , senza poi tanto attendersi, vero amore.
    E’ “la sindrome rancorosa del beneficato” . Purtroppo affatto infrequente e nella pratica quasi sempre immodificabile. Nei paesi nordici, tanto piu’ avanti di noi, esistono associazioni che se ne occupano, da noi al riguardo si tende a mettere la cenere sotto il tappeto. R.G.

    1. Chiara

      Cara Raffaella, grazie per il tuo commento… Per quanto mi riguarda, credo che di “Immodificabile” ci sia solo la morte e quindi, per il resto della mia vita, continuerò a lavorare e lottare per il bene di mio figlio. E forse, spero che un piccolo spiraglio si stia aprendo. Certo, è faticoso, specialmente se in questa battaglia si è completamente soli, ma io non demordo. E comunque vale il concetto che i figli sono “altro” da noi… e questa, è la prima cosa da accettare, anche se fa soffrire ed è questo, forse, il vero banco di prova dell’Amore genitoriale: amare perdutamente anche un figlio difficile.

      1. Avatar

        Ciao
        Hai descritto perfettamente, nei minimi dettagli, quello che prova una madre quando si ritrova a vivere il distacco di un figlio… Mi ci sono rivista… Ho sentito il dolore descritto in queste righe pervadere il mio cuore, ormai ferito perché parlo di un figlio che ha solo 17 anni e che….dopo un periodo di incomprensioni tra di noi, di sue insoddisfazioni, un paio di giorni prima della clausura obbligata dal decreto per il covid, decide di andare a casa del padre per essere più vicino alla sua ragazza…sopraggiunge giustamente l’ordinanza e mio figlio resta dal padre……
        Ha inizio per me un periodo di grande sofferenza, mi manca da perdere il respiro, ogni oggetto mi parla di lui….
        È giusto che recuperi un po’ di rapporto mancato col padre ma vivrei diversamente questo terribile allontanamento se tra me e lui non ci fossero stati precedentemente episodi di liti…..
        E pensare che quando era bambino eravamo innamoratissimi, era la mia ombra, un’ombra meravigliosa che vorrei ancora, forse più di prima.
        …… Figlio mio… se solo io potessi tornare indietro, so che adesso riuscirei a farne volare mille di quegli aquiloni in cielo, lo sai?…….
        Grazie

        1. Chiara

          Carissima amica mia… capisco il tuo dolore. So cos’è, cosa significa… So quanto possa mancare il respiro, specialmente in un periodo come questo.
          La tua storia è molto simile alla mia; anni passati in simbiosi, e poi il distacco feroce, la guerra dichiarata ogni giorno, la solitudine e la disperazione che si prova. L’aspettare fuori da una porta chiusa un segno di pace…
          Si si sente perdute, e rotoliamo nel baratro dei ricordi, cercando di andare a trovare il punto esatto dove si è rotto quel meraviglioso filo che ci teneva uniti.
          Ma adesso, posso dirti: NON DISPERARE!
          Il tempo fa cambiare le cose… incredibile ma è così. Per cambiare, c’è bisogno che i figli crescano, c’è bisogno magari di grandi allontanamenti…
          Per me e mio figlio, la rinascita è iniziata quando un anno fa, lui decise zaino in spalla, di partire per la Colombia e stare lì 3 mesi…
          Non ho dormito per tutto il periodo, ma da lì… c’è stata la svolta.
          Quando è tornato, non era lo stesso di prima… abbiamo ritrovato un rapporto d’amore, anche se non è ovviamente quello di un tempo, fatto di complicità assoluta. E’ un rapporto nuovo, in cui lui ha riconosciuto i propri errori, ha rivisto la mia figura materna ed ha per me una stima e una fiducia enormi.
          Adesso vive a Berlino… soprattutto in questo periodo, puoi immaginare la mia ansia e la mia angoscia del saperlo là. Però so che ha trovato il suo equilibrio, la sua serenità e, soprattutto, so che mio figlio è “tornato da me” pur essendo lontano…
          Adesso ha 26 anni, ed è lui che da lontano mi dà fiducia… anche se, lo ammetto, è piuttosto parco di parole… però quando ci sentiamo, mi racconta tutto di lui, sento il suo affetto, mi fa riflettere su tante cose e mi dà buoni consigli (lui a me! 🙂 ). E lo sai cosa mi dice… mi dice che sono un esempio da seguire. Capisci?
          Perciò, amica mia… non disperare… noi mamme siamo chiamate all’attesa. Un’attesa che, anche se dopo tanti, lunghissimi anni, verrà ripagata…
          Succederà anche a te… magari ci vorrà tantissimo tempo e milioni di lacrime versate, ma succederà. E sarà come se tutti gli anni in cui avrai sofferto, in un attimo prendessero il volo.
          Nel frattempo, costruisci una nuova TE… abbi cura della tua persona, scopri o riscopri nuove o vecchie passioni. Fa che lui ti veda PERSONA, bella e fiera.
          Lo so che adesso tutto questo è impossibile, chiusi in casa come siamo… Ma tu, tieniti pronta a rifiorire… pensa a stare bene TU, e rimani in attesa… sempre pronta all’ascolto.
          Tuo figlio è in un’età molto difficile. Ha bisogno di capire chi è, ha bisogno di tagliare il legame che lo lega a te, è fisiologico. E più forte è il legame, più forte è la rabbia che ci si mette per reciderlo.
          Ma vedrai, abbi fiducia, i figli NON si perdono… anche se volano lontano da noi.
          Ti abbraccio forte forte…

          Chiara

          1. Avatar

            Poi la vita si è interposta fra noi, sono apparsi i precipizi… i sorrisi si sono spenti… e alle parole, alle risate, ai giochi e al tanto amore, si è sostituito il silenzio, intervallato da taglienti parole.
            Aggiungerei ancora più Amore all’Amore e più carezze alle carezze, quelle carezze che da anni ormai non mi permetti più di farti… E cosa non darei per poterti di nuovo stringere a me, accarezzarti ancora…
            Cara Chiara, potrei riportare la tua meravigliosa lettera x intero, perché, come ti ho già scritto, parla alla perfezione di me e di mio figlio….
            Le tue parole incoraggianti mi hanno resa più fiduciosa ma è successo tutto da così poco tempo che ora non riuscirei a reagire diversamente da come sto facendo…
            Se il mio sguardo finisce su uno dei suoi oggetti non riesco a trattenere le lacrime… I miei occhi ne sono continuamente inondati…. Grazie comunque per i tuoi preziosi consigli…. Cercherò di metterli in atto e nel frattempo prego e spero che anche Ivan, come tuo figlio, cambi, almeno un po’, ma che torni soprattutto, per ricostruire il nostro meraviglioso perduto rapporto…. Come è successo a te…a voi….
            È atroce sentire il suo distacco non solo fisico…. Ti chiedi se hai sbagliato in qualcosa perché ti ritrovi ad essere considerata da lui come una nemica ma gratuitamente perché se davvero hai peccato, hai peccato solo per amarlo da sempre….
            Grazie Chiara, grazie ancora, perché sapere che c’è qualcuno che come me si ritrova a vivere le stesse ansie, le stesse paure, gli stessi dolori, mi fa sentire di gran lunga meglio…. Mi regala una speranza perché al momento c’è il buio totale dinanzi a me! Ti abbraccio forte forte anche io…..
            Carmen

          2. Chiara

            Carissima Carmen… capisco perfettamente quello che stai provando. Ti ritrovi in una guerra che non hai voluto… sei considerata il nemico da combattere e non sai il perchè. E’ atroce il distacco, si. ATROCE…
            Nessuno insegna a noi mamme ad essere mamme… sbagliamo. Come tutti, ma lo facciamo solo per amore…
            Considera che il problema adesso è di tuo figlio e della sua lotta per emanciparsi da te. Devi dargli tempo.
            Ce ne può volere anche tanto… tanto.
            A me, ci sono voluti 10 lunghissimi anni…
            E la distanza…
            A volte, i rapporti si ricuciono grazie alla distanza… a volte c’è bisogno di quella. Purtroppo.
            Fatti forza, tuo figlio è in un’età difficilissima, complicata… l’adolescenza è un momento destabilizzante per tutti… per alcuni ragazzi, i più sensibili, lo è maggiormente.
            Ha bisogno di crescere, di diventare grande e vivere le sue esperienze, per capire la vita.
            Ma i tempi possono essere molto lunghi… spero che per te siano più brevi di quanto non lo siano stati per me.
            Io sono andata in analisi, per capire me e lui… Quando potrai, cerca qualcuno per farti aiutare e capire meglio questo momento ed il passato…
            C’è bisogno di un occhio esterno, e di qualcuno che ti dia una mano.
            Soprattutto, non pensare che i rapporti si ricuciano SOLO ED ESCLUSIVAMENTE con la presenza. A volte, ripeto, è necessario invece il contrario…
            So che è difficile da accettare, ma è così…
            Certo, non è una regola, e mi auguro di cuore che per te tutto si risolva con tempi e modalità diverse dalle mie… ma tieni conto che “potrebbe” anche andare così… e quindi metti in campo pazienza e resilienza.
            E prenditi tanta, tanta, tanta cura di te…
            A tuo figlio serve una mamma forte e serena…
            E non dimenticare mai che tu sei Carmen: PERSONA, prima che mamma.
            Abbi fiducia, ricaccia indietro le lacrime, non pensare al passato, ma inizia a pensare al TUO futuro…
            Tutto, piano piano, ritorna… l’amore non si perde MAI. Ci può volere tanto tempo, ma poi ritorna… magari sicuramente cambiato nelle modalità, ma torna…
            Ti abbraccio fortissimo!

            Chiara

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