Gloria: il film cileno di Sebastian Lelio

Gloria, film di Sebastian Lelio

Gloria, la forza della leggerezza

Avevo sentito parlare in termini entusiastici di questo film, e letto recensioni assolutamente positive…
Naturalmente fuori dai grandi circuiti cinematografici, questo film veniva proposto in un unico cinema della mia città…

E questa era un’ulteriore nota positiva… Mi piace ogni tanto uscire dal circolo vizioso delle multisala…
Mi affascinava quel racconto di donna, così vicina a me per età anagrafica e per modo di sentire e sentirsi; forse proprio per questo ho aspettato così tanto prima di andare a vederlo… forse c’era il timore di quello che avrebbe potuto dirmi, della malinconia che avrebbe potuto scatenare.

Ma veniamo al film… Un clic sull’immagine qui sotto vi rimanderà al trailer…

Gloria, film di Sebastian Lelio
Gloria è un film del regista Sebastian Lelio, presentato all’ultima versione del festival di Berlino, dove si è conquistato (meritatamente!!) l’Orso d’argento per la migliore interpretazione della protagonista, la splendida Paulina Garcia.
Si svolge nel Cile di oggi e racconta di una donna, ormai 50enne, che vive una profonda solitudine alla quale è stata relegata da un divorzio avvenuto molti anni addietro e da due figli ormai adulti e molto distratti ciascuno dalla propria vita.

Gloria però è una donna che, nonostante questo, nonostante gli acciacchi dell’età, nonostante i fantasmi del passato, nonostante sia alle prese con la crisi di mezza età, cerca di vivere in modo pieno la propria vita e di ritrovare il proprio equilibrio.

E’ un’avida frequentatrice di feste danzanti nelle quali non disdegna di fare nuove conoscenze maschili.
Il suo obbiettivo è quello di combattere con dignità la solitudine, di mantenere intatta quella vitalità che un certo modo di pensare vorrebbe vedere appassita, svilita e di tornare anche solo un’ultima volta ad amare.

Gloria è come un adolescente a cui sia scaduto il tempo di agire, ma che vive questa sua condizione e la sua urgenza di vita con grande serietà e compostezza.
Deliziosa, tenera ed estremamente vera quando la scopri a cantare a voce alta, mentre guida, romantiche canzoni d’amore.
Quando incontra Rodolfo, un uomo bugiardo, debole, problematico ed inaffidabile, vediamo nascere una relazione tenera e sensuale al tempo stesso; scene di sesso esplicito in cui la telecamera mostra due corpi non più giovani, senza nessun tipo di pruderia o volgarità, ma anzi con una certa carica erotica.

E’ un film straordinario nella sua descrizione realistica dei movimenti dell’anima di questa donna che, nonostante le delusioni, le paure, le passioni, mantiene intatta la propria dignità, la propria grazia, il proprio pudore…
Un film commovente che pure non scade mai nel sentimentale, mai nel banale, mai nel melodramma.
Un ritratto di donna feroce e tenero al tempo stesso; fa male, ma al contempo regala dolcezza e serenità.

Paulina Garcia, si è meritata l’Orso d’Argento con una recitazione di grande potenza, fatta di piccoli gesti, di sguardi intensi dietro a due grandi occhiali; ha dipinto con grande maestrìa il ritratto di questa donna fragile e forte, che attraversa la vita a testa alta e che con orgoglio si guarda allo specchio e si confronta con la propria fisicità in declino.
E da questo confronto ne esce un corpo, sicuramente lontano dalla tonicità e freschezza giovanile ma nella sua morbidezza, mostrata senza pudore o malizia, si scopre ricco di seducente sensualità.
E Gloria, nella sua danza finale sulle note dall’omonima canzone di Tozzi, è una donna che il tempo e le ferite inferte non hanno appesantito, ma reso leggera come l’aria.
E questa leggerezza, è la sua forza…

Un film bellissimo, carico di piccole emozioni… da guardare in silenzio e farselo scendere in profondità.
Non è un film per tutti… è un film che fa del minimalismo e della lentezza la sua forza vibrante; andate a vederlo solo se questo rientra nelle vostre corde…

E non abbiate paura di andarci anche da sole…. è semplicemente vita vera…

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