Amore e Dipendenze affettive

Dipendenze affettive e il Non-Amore

Dipendenze affettive… parliamone insieme

Quante volte ci leghiamo a storie “impossibili”, tormentate dall’idea di ottenere ad ogni costo amore da chi non ci vuole o non sa amarci
Perchè rimaniamo legate ad una “relazione malata”, capace solo di farci soffrire, senza riuscire ad uscirne, in una sorta di folle dipendenza affettiva?

Amore e Dipendenze affettive

 

Amiche mie, oggi vorrei parlare d’Amore…
Ma non di quell’amore che rende felici e libere da qualunque pensiero negativo… quello che ti fa salire fra le nuvole con la voglia di non tornare più giù.
No, oggi vorrei parlare dell’Amore “malato”… di quello che procura sofferenza e brevi pause d’intensa felicità; quello dal quale non riusciamo a liberarci, pur soffrendone terribilmente.

Dipendenze affettive“, gli psicologi le chiamano così…

L’amore, si sa, crea sempre una sorta di dipendenza… E’ un’esperienza che ci travolge e ci riempie, trascinandoci in un turbine d’intense emozioni. E questo, ovviamente, genera attaccamento alla persona amata, fa nascere il timore di poterla perdere per sempre, ci rende inevitabilmente un po’ morbosi.
Si genera quindi una sorta di “dipendenza”, e quando un amore finisce siamo fortemente provati dalla sofferenza per la “mancanza”… Tutto questo, rientra nella cosiddetta “normalità”…
In fondo è proprio attraverso i legami che si forma la nostra personalità, che il nostro io si struttura, ad iniziare dal primissimo legame, quello con nostra madre… dalla qualità del quale dipende poi il nostro modo di rapportarci ai partner futuri.

Ma a volte, le cose non sono così semplici.. a volte si complicano terribilmente…
In amore mettiamo a nudo le nostre parti più fragili, che però non sempre sono così forti e strutturate… e questo, inevitabilmente ci porta ad essere estremamente vulnerabili e vittime del nostro desiderio incondizionato di essere amate, valorizzate… al nostro bisogno di continue conferme affettive.
Un bisogno che va a colmare dei vuoti che si sono creati nel nostro tempo lontano, nei nostri primi legami… quando magari abbiamo dovuto lottare per accaparrarci un amore che non è mai esistito, quando non siamo state valorizzate o comprese o amate da chi, per primo, avrebbe dovuto farlo.

Abituate a lottare, nei nostri primi legami, per ottenere amore da chi non ce ne ha mai dato, ripercorriamo ogni volta le stesse strade.
Quelle del rifiuto, della svalutazione, del non-Amore.

Ecco dunque che, nei nostri incontri amorosi di donne adulte, ci danniamo l’anima cercando di cambiare una persona per ottenerne l’amore… a qualunque costo, gettandoci a capofitto in rapporti “malati”, legandoci a uomini che non ci amano, sopportando inutilmente e troppo a lungo.
Ci alimentiamo del rifiuto che, paradossalmente, alimenta l’attaccamento a quella persona… rinunciamo a noi stesse per “immolarci” ad un uomo che non ci ama, pur di ottenerne l’amore… incaponendoci nel desiderio irrefrenabile di farci amare da chi non ci vuole o da chi non sa farlo.
Rotoliamo quindi in relazioni impossibili, in tormenti continui dai quali però non riusciamo a sottrarci.
E più è forte il rifiuto, più diventa carico d’ansia il desiderio di ottenere amore.

Ci ritroviamo ad inseguire chi non ci ama, chi è per noi irraggiungibile; continuiamo ad illuderci di poter “salvare” persone con difficoltà o disagi… condannandoci così a un dolore senza fine.
Ci leghiamo a relazioni “malate”, diventiamo dipendenti affettivamente da amori impossibili o tormentati e difficili… amori che ci procurano dolore e sofferenza, paura e ansia ma che, proprio in virtù di quel tormento, ci rendono ancora più disperatamente legate a sé.
Un po’, certamente non è certo di aiuto la nostra cultura che vede nella relazione a due l’unica vera possibilità di realizzazione, specialmente per una donna… e che, sin da bambine, ci carica di aspettative… ci insegna ad inseguire l’anima gemella, la sola ed unica che ci renderà complete, alla quale bisogna dedicare ogni nostra energìa e per il cui amore, bisogna andare incontro al totale sacrificio.

A noi donne, in fondo, fin da bambine è stato sempre insegnato che il nostro compito è quello di accudire, curare, comprendere, mettendo anche da parte noi stesse ed i nostri desideri, annullando le nostre volontà in favore e per favore dell’uomo che ci sta accanto.
Eterne principesse che aspettano il bel principe che le scelga fra tante… e che le porti via in sella ad un bianco destriero, per amarle in eterno alla follia…

Anch’io ho amato uomini così, inseguendo un amore senza futuro e senza anima… lasciando a terra i MIEI desideri, le MIE passioni e la MIA vita per offrire in sacrificio me stessa, convinta che questo avrebbe generato amore… sopportando frustrazioni, umiliazioni e ferite che, paradossalmente, ancor più mi legavano ad una sorta di “relazione tossica”.
Tutto questo, nella folle convinzione che sarei riuscita a cambiarli…

Senza accorgermi che, invece, lentamente loro stavano cambiando me…

Ma deve esistere un modo per interrompere questo circolo vizioso… e l’unico modo possibile è quello di abbandonare le nostre “presunte” fragilità, imparare a volerci bene e ad avere un’opinione più alta di noi stesse, di quello che siamo e possiamo dare… ad amare anche le nostre imperfezioni.
Dobbiamo imparare a stare da sole… abbandonare l’insana idea che l’unico modo per poter essere complete e felici sia quello di stare insieme a qualcuno… l’idea che la felicità e la realizzazione di noi, sia solo nella coppia.
Per salvarci, dobbiamo imparare ad essere indipendenti, a capire che noi “siamo”, “esistiamo”, anche senza un uomo accanto e che le relazioni d’amore non ci servono per renderci complete, ma per espandere la nostra anima… per arricchire noi stesse.

Non per lentamente morire, sull’altare del Non-Amore…

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